Quando si parla di stampa 3D, l’infill è la struttura interna dell’oggetto, quella che non si vede ma che influisce direttamente su resistenza, peso, tempo e costo.
La percentuale di infill indica quanto l’oggetto è pieno all’interno. Si va da 0% (vuoto) a 100% (completamente pieno), ma nella realtà si lavora quasi sempre su valori intermedi.
La cosa importante da capire è che non esiste una percentuale giusta in assoluto, ma ci sono range che funzionano meglio in base all’utilizzo.
Nella maggior parte dei casi si utilizza un infill tra il 15% e il 25%. Questa è la configurazione più comune perché permette di ottenere una struttura interna solida, mantenendo tempi di stampa e costi contenuti. Per molti oggetti, anche funzionali, è più che sufficiente.
Scendendo sotto il 10%, si entra in un utilizzo più “leggero”. Queste percentuali si usano per oggetti estetici o dove la resistenza non è importante. Il vantaggio è che si riducono molto tempi e materiale, ma l’oggetto risulta più fragile.
Salendo tra il 30% e il 50%, si aumenta la resistenza interna. Questo tipo di infill viene utilizzato quando il pezzo deve sopportare carichi, urti o utilizzi più intensi. In questi casi si accetta un aumento di tempo e costo per avere maggiore solidità.
Oltre il 70% si entra in una zona poco utilizzata. Aumenta molto il tempo di stampa e il consumo di materiale, ma il guadagno reale in resistenza spesso non giustifica la differenza. Il 100% viene usato solo in casi particolari, quando serve un pezzo completamente pieno, ma è raro.
Un aspetto meno conosciuto è che l’infill non serve solo a rendere il pezzo più resistente. In alcuni casi può essere utile anche durante la stampa.
Per esempio, quando un oggetto ha parti sospese o superfici interne complesse, un infill più alto può creare una struttura interna su cui la stampante può appoggiarsi durante la costruzione. Questo permette in alcuni casi di evitare o ridurre i supporti, migliorando la qualità finale e semplificando la lavorazione.
L’infill influisce quindi su più fattori contemporaneamente: resistenza, peso, tempo di stampa, costo e anche modalità di stampa. Per questo motivo viene sempre scelto in base al tipo di oggetto e al suo utilizzo.
Nella pratica, non si imposta mai una percentuale a caso. Si valuta il pezzo nel suo insieme, considerando anche altri parametri come spessore delle pareti e orientamento di stampa, che spesso incidono quanto (o più) dell’infill stesso.
Se non sai quale percentuale utilizzare, puoi inviarci il file: valutiamo noi la configurazione più adatta in base all’uso reale del pezzo.
